Dibattito Scienza – Le risposte del centrosinistra

Hanno risposto!

Hanno risposto cose sensate?

Qualcuna sì, qualcuna no, la maggior parte indifferenti rispetto allo spirito con cui abbiamo fatto le domande – o, perlomeno, allo spirito che io attribuivo alle domande che abbiamo formulato nel gruppo di facebook Dibattito Scienza.

Non ho la minima intenzione di riportarle qui, se volete potete leggervele sul sito di Le Scienze

Primarie del centro-sinistra, le risposte su scienza e ricerca

Non ho nemmeno la minima intenzione di commentarle una ad una, per due motivi fondamentali.
Il primo motivo è che mi sono ripromesso di non parlare di politica in questo blog – se non in casi disperati – e una valutazione “politica” delle risposte dei politici, sarebbe in contrasto con questa mia ferma decisione.
Il secondo motivo è più tecnico: nella maggioranza dei casi non avrei la sufficiente competenza per valutare la correttezza delle opinioni di questi cinque candidati a candidarsi Presidente del Consiglio.

Dal punto di vista politico, mi sembra giusto, però, ricordare che i cinque hanno risposto come candidati ad elezioni primarie, quindi in competizione fra di loro nella prossima votazione del 25 Novembre, alla quale parteciperanno solo coloro che – tendenzialmente – ritengono, oggi, di voler votare l’anno prossimo per il centro sinistra. Mi sembra ragionevole supporre che qualche risposta potrebbe essere abbastanza diversa se destinata fra qualche mese a tutti gli elettori italiani; adesso probabilmente hanno troppa paura di scontentare il loro specifico elettorato.

Però qualche sassolino dalle scarpe – a costo di violare leggermente la mia decisione di non parlare di politica in questo blog – me lo voglio togliere.

1. Quali politiche intende perseguire per il rilancio della ricerca in Italia, sia di base sia applicata, e quali provvedimenti concreti intende promuovere a favore dei ricercatori più giovani?

Puro politichese per tutti, però temevo peggio: almeno, ferocemente sollecitati da un gruppo d’opinione di settore, sembra che abbiano capito la domanda. Nessuno di loro ha risposto che l’Italia della ricerca non sa cosa farsene, visto che è un paese a vocazione turistica.

2. Quali misure adotterà per la messa in sicurezza del territorio nazionale dal punto di vista sismico e idrogeologico?

Politichese anche qui. Però fanno qualche proposta, ipotizzano qualche priorità, qualche modo – magari velleitario, vista la crisi e i vincoli europei – per reperire i fondi. Temo che fra il dire e il fare ci sarà di mezzo un largo mare, sia per quelli che masochisticamente vogliono centralizzare tutte le decisioni, sia per gli imprudenti che vogliono affidarsi alle risorse amministrative locali.

3. Qual è la sua posizione sul cambiamento climatico e quali politiche energetiche si propone di mettere in campo?

Quando si doveva decidere quali domande fare, io avevo proposto di eliminare questa domanda, almeno per la parte riguardante il cambiamento climatico: troppo di politica estera e poco di politica interna, c’era il rischio che per fare bella figura “ideologica” con la prima parte partissero per la tangente nella seconda. E così è avvenuto.

Bruno Tabacci è l’unico a ricordare che in confronto a quanto stanno facendo Cina e India, qualsiasi politica italiana e persino europea sarebbe praticamente ininfluente sulle emissioni di anidride carbonica mondiali e propone un mix ragionato – ho scritto ragionato, non adeguato – di soluzioni. Tutti gli altri sostanzialmente dicono: “come sarà verde la mia valle”, nessuno vuol farsi scavalcare a sinistra.
Il massimo è Vendola che arriva a proporre di portare: «in produzione tutti gli invasi esistenti svuotandoli dai fanghi e integrandoli con i sistemi fotovoltaici anche con la ricarica notturna dei bacini.» Nichi, guarda che i bacini idroelettrici italiani sono già il fiore all’occhiello della nostra gestione energetica, li si ricarica proprio di notte usando energia elettrica prodotta con impianti in momentanea sovrapproduzione – solitamente quelli nucleari francesi – e che non li si può ricaricare di notte con l’energia solare, perché di notte fa buio, magari potrebbe tirar vento ma di luce proprio non ce n’è.

4. Quali politiche intende adottare in materia di fecondazione assistita e testamento biologico? In particolare, qual è la sua posizione sulla legge 40?

Domanda ideologica come nessun altra e risposte altrettanto ideologiche: non voglio affrontarle anche perché non sono poi così diverse fra di loro.
L’unico che si stacca nettamente è Bruno Tabacci, il quale sostiene che idratazione e alimentazione forzata NON sono accanimento terapeutico, anche se somministrate a chi avesse esplicitamente e inequivocabilmente dichiarato di non volerle subire. In questo specifico caso esprimo il mio più profondo dissenso politico.

5. Quali politiche intende adottare per la sperimentazione pubblica in pieno campo di OGM e per l’etichettatura anche di latte, carni e formaggi derivati da animali nutriti con mangimi OGM?

Questa è una delle domande che mi importavano maggiormente.

Ed era una domanda estremamente specifica: chiedeva se sei favorevole o no alla sperimentazione – sperimentazione non produzione – in campo aperto degli organismi geneticamente modificati e se sei favorevole o no all’etichettatura dei prodotti “derivati da animali nutriti con mangimi OGM”.

Tutti e cinque vorrebbero l’etichettatura di cui sopra. E la cosa non mi sta male, se praticamente ogni cosa che mangiamo venisse etichettata come derivata da OGM, o il popolo italiano diventerebbe il più snello e in forma del pianeta o, forse, si accorgerebbe che non sono poi così pericolosi.
Tutti e cinque partono per la tangente parlando di unicità della nostra produzione agroalimentare e via dicendo. Solo Tabacci e Bersani si dicono esplicitamente disposti alla sperimentazione in campo aperto, con tutti i controlli del caso.

Pierluigi Bersani, però, asserisce che i prodotti caseari italiani DOP sono fatti con latte di vacche non alimentate con OGM. E qui casca l’asino, perché è impossibile che chi è stato presidente del consiglio regionale dell’Emilia Romagna non sappia che il parmigiano reggiano non esisterebbe senza soia e mais transgenici importati dall’estero, così come tutto il burro prodotto con panna di affioramento residua della lavorazione di questo formaggio, così come il latte proveniente dalle stesse stalle e non destinato alla caseificazione, eccetera, eccetera. Visto che per chi è in quella posizione è impossibile non sapere, ne devo dedurre che propina ai suoi elettori una “pia fraus”: contenti loro…

6. Qual è la sua posizione in merito alle medicine alternative, in particolare per quel che riguarda il rimborso di queste terapie da parte del SSN?

Qui si scopre che Laura Puppato potrebbe non aver fatto la vaccinazione antinfluenzale e aver preferito una preventiva cura omeopatica :) Contenta lei… meno contenti coloro che non vorrebbero che questo tipo di “pratiche terapeutiche” fossero a carico del SSN, ma non si può pretendere che un candidato sappia che cos’è il numero di Avogadro.

Gli altri danno risposte più sensate, si ricordano che fra le cure alternative non c’è solo l’omeopatia e richiedono un’accurata validazione scientifica prima che lo stato scucia un euro: tutto sommato non troppo male come risposte, anche se per ognuna si potrebbe trovare qualcosina di stonato. Ma è poca roba e sono fin troppo coraggiosi, visto il loro elettorato di riferimento.

Persino Vendola si mantiene ragionevolmente equilibrato e attento alla validazione scientifica, però sguscia rapidamente via e approfitta del fatto che questa era l’ultima domanda per proporre di parlare d’altro: di scuola, di corruzione, di valori “diversi”. Scelta coerente con il suo personaggio politico, ma a me viene il sospetto che abbia cercato di distrarre il suo elettorato dalla propria risposta – direi corretta – a questa domanda. E questa è la seconda e ultima considerazione politica che faccio in questo articolo.

 

Finisco qui.

Siete liberi di dissentire da tutto ciò che ho scritto e di commentare questo articolo; vi ricordo solo qual è la mia politica sui commenti e vi avverto che prima che possa approvarli ci potrà volere qualche tempo.
Se i commenti dovessero debordare per numero o virulenza, vi chiedo scusa in anticipo ma dovrò chiuderli: in questi giorni non sarei in grado di gestirli adeguatamente.

 

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3 Responses to Dibattito Scienza – Le risposte del centrosinistra

  1. enrico bo dicono:

    A questo punto hai ragione, vista la necessità di accalappiare votanti, si sono lasciati andare già fin troppo (a parte gli svarioni). Comunque credo che ce ne voglia ancora molto per scalfire il grillismo che si è incistato nelle teste degli italiani.

    • Martino dicono:

      Nell’Ordine degli Ortotteri, oltre ai grilli, ci sono anche le locuste: una vera piaga d’Egitto.

  2. Pingback: #dibattitoscienza Dibattito Scienza – Le risposte del centrosinistra » Martino Benzi | The Matteo Rossini Post | Scoop.it

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