Xanadu

In Xanadu did Kubla Khan
A stately pleasure-dome decree:

In Xanadu Kubla Khan edificare disse
Un gran palagio che il suo piacer gradisse:

e mentre costruiscono il palazzo ci tocca vivere nelle tende ed aspettare che Sua Signoria si degni di occuparsi di noi, lasci perdere per un momento i soffici cuscini e le concubine e pensi agli affari di stato.

Una noia, una noia che non dico, stiam qui persi come nel fumo e lui se ne sta lì a pensare ai fatti suoi.

Mai che si interessi degli altri, bisogna scuoterlo per bene, qualche tempo fa uno dei nostri gli ha scroccato il suo cavallo preferito, a Sua Signoria, doveva andare a Samarcanda l’amico, diceva, non è ancora tornato, per me si è venduto il cavallo e sta passando il tempo fra due belle ragazze, l’amico.

E noi qui fra la noia e la noia, con questi pavoni bianchi fra i piedi con queste code che strisciano dappertutto, anche sullafacciasottoilnaso, le bestiacce, dappertutto, sui fili delle tende e le pentole del cuoco: buoni, però.

La noia, che noia e cosa ti resta se non il kumis, poi dicono che uno si dà all’otre.

Magari tornasse da Samarcanda, l’amico, finirebbe impalato e ci divagheremmo un po’, come quella volta delle tigri, le tigri le aveva fatte venire dal Nord, Sua Signoria, due bestiacce pelose. Con tutte quelle righe, fitte fitte, sulla coda, sul muso le zampe le orecchie la schiena le zampe, no queste le ho già dette, tutte attorcigliate tutto tondo lungo la coda.

E come mangiavano, un morso qui un assaggino là, e come son bene educate e come si puliscono bene il musino con le zampine, una leccatina, la zampina, il musino, il musino la zampina il musino il…

 

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